familiare

Psicoterapia psicoanalitica individuale per adulti e adolescenti

Con il termine psicoterapia psicoanalitica ci si riferisce ad un ben preciso trattamento psicoterapeutico basato sulla teoria e sul metodo psicoanalitico che prevede incontri meno frequenti e una durata solitamente inferiore alla classica psicoanalisi. L’essenza della terapia psicoanalitica consiste nella sistematica esplorazione di quegli aspetti di sé che non sono completamente noti al paziente e che emergono nella relazione terapeutica e sono da questa influenzati. Jonathan Shedler della University of Colorado Denver School of Medicine ha raggruppato quelle che sono le caratteristiche di base della tecnica psicoanalitica contemporanea, evoluzione dell’originaria clinica freudiana:

  1. Focus sugli affetti e sull’espressione delle emozioni
  2. Analisi delle difese psichiche
  3. Identificazione di temi e schemi relazionali ricorrenti
  4. Attenzione alle esperienze evolutive
  5. Focus sulle relazioni interpersonali.
  6. Focus sulla relazione terapeutica
  7. Esplorazione delle fantasie mentali.

La psicoterapia è una professione di curatori laici di anime, i quali non hanno bisogno di essere medici e non dovrebbero essere sacerdoti.
Sigmund Freud

Psicoterapia di coppia

Il termine “coppia”, viene inteso come la congiunzione di due soggetti che per loro libera scelta hanno deciso di formare una unità, regolata da precise condizioni dette e sotto-intese. Ogni coppia tuttavia è ben diversa dalle altre, e porta con sé un ideale di amore differente, così come i modi di viverlo e manifestarlo. In generale però, entrambi i partner dovrebbero essere sufficientemente maturi da strutturare un legame solido, seppur in costante cambiamento e ristrutturazione nel corso del tempo e con il mutare delle esigenze e dei bisogni reciproci. Ogni legame reca in sé inevitabilmente delle nebulosità e dei conflitti, che se non gestiti correttamente, possono portare a vere e proprie rotture. Ogni fase della vita di coppia può essere contraddistinta da un particolare problema legato alla sfera delle emozioni e della sessualità. Il terapeuta deve far sì che la coppia impari a gestire conflitti presenti e futuri e sciogliere reconditi traumi inconsci e repressi, che spesso rimangono inespressi e quindi irrisolti. Scopo del percorso terapeutico è anche quello di mantenere viva la scintilla del desiderio, sia intellettuale che sessuale, in un dialogo mai concluso di evoluzioni e stabilizzazioni adattive, rendendo ogni soggetto competente emozionalmente.Spesso si intraprende un percorso di terapia di coppia con la tacita e reciproca aspettativa di voler cambiare l’altro, perché a cambiare se stessi ci si mette di più.

Psicoterapia di gruppo

Il modello analitico si caratterizza per l’attenzione che pone al gruppo, in quanto entità sovraordinata rispetto agli individui che la compongono, anziché alle dinamiche individuali e relazionali e ai relativi movimenti di transfert-controtransfert. Il gruppo è un insieme unitario dotato di attività mentale propria e funziona come un apparato che consente la condivisione di aspetti individuali: gli elementi disordinati, le parti non integrate della mente dei singoli individui vengono convogliati in un insieme comune che permette ai singoli membri del gruppo, attraverso l’elaborazione dei contenuti e delle dinamiche interpersonali, di trovare il modo per affrontare e superare le personali difficoltà e sofferenze con il rinforzo dell’energia del gruppo. L’analista è un membro del gruppo, è il “leader del gruppo di lavoro” e il suo ruolo non è solo quello di interpretare ma di creare, mantenere e promuovere la comunicazione nel gruppo.

Essere accettati dagli altri nonostante si creda di essere fondamentalmente ripugnanti, inaccettabili o sgradevoli è una potente forza risanatrice.
Irvin D. Yalom

Psicoterapia familiare

Il termine terapia familiare definisce l’approccio psicoterapeutico finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il duplice obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia in toto ed apportare il benessere al singolo soggetto.

In particolare, vengono analizzate le modalità, spesso nascoste, su cui si basa l’equilibrio di tutto il nucleo, per aiutare i vari membri ad individuarle e prenderne consapevolezza e controllo. La terapia familiare si differenzia da quella individuale per la visione di famiglia come “sistema” ovvero di una entità composta da varie parti che interagiscono. Il concetto di sistema nasce infatti proprio in relazione al funzionamento dell’insieme realizzato attraverso l’interazione delle singole parti che lo costituiscono. Viene preso in carico tutto il nucleo familiare con le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano. Le indicazioni per la terapia familiare sono rappresentate da tutte quelle situazioni (crisi di rapporti, disarmonie relazionali, etc.) che sono causa di sofferenza per tutta la famiglia o dove sono presenti bambini o adolescenti con comportamenti anomali, con problemi di dipendenza, di anoressia nervosa o altro…

Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti.

Carl R. Rogers

CONSULENZA PSICOLOGICA

La consulenza psicologica rappresenta una modalità di intervento propria dello psicologo, e come tale disciplinata e prevista dalla legge 56/89 che definisce la professione. Si concentra su una specifica questione posta dalla persona che allo psicologo si rivolge, e si attua attraverso un numero limitato di sedute nelle quali vengono identificati i collegamenti tra la problematica specifica presentata dalla persona e il suo più ampio contesto di vita, e vengono individuate le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

Uno degli obiettivi più generali di una consulenza psicologica è quello di aiutare il cliente a recuperare un senso di maggiore autoefficacia e competenza nel gestire le situazioni della propria vita personale e relazionale e nel perseguire i propri obiettivi. Di fatto, ogni crisi rappresenta un’opportunità di crescita e una possibilità di accrescere la consapevolezza di sé.

A conclusione dell’intervento di consulenza, la persona può decidere se ritenere conclusa in modo soddisfacente l’esperienza, oppure avvalersi di un successivo percorso di sostegno psicologico, di psicoterapia oppure di psicoanalisi.

Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l’altro come una persona con i suoi diritti: solo allora ha luogo un incontro ad una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine in entrambi, nel cliente come nel terapeuta.

Carl R. Rogers 1980 – tratto da “Un modo di essere”

CONSULENZA FAMILIARE

Il Consulente Familiare si occupa di tutto il ciclo familiare fin dalla sua origine: dall’individuo in relazione alla sua famiglia, alle coppie di fidanzati, alle coppie di persone sposate o conviventi, alle coppie di genitori e all’intero gruppo familiare, che affrontano le normali difficoltà della vita e dei cicli della famiglia.

Il Consulente della coppia e della famiglia è il professionista socio educativo, si può dire “professionista delle relazioni umane”, che, “con metodologie specifiche, aiuta i singoli individui, la coppia o il nucleo familiare a mobilitare, nelle rispettive dinamiche relazionali, le risorse interne ed esterne per affrontare le situazioni difficili” nel rispetto delle convinzioni etiche dell’utente. La consulenza familiare rappresenta l’opportunità di portare avanti un percorso al termine del quale il cliente è capace di riscoprire le sue risorse personali e di fare scelte autonome. 

Gli individui hanno in sé stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti.

Carl R. Rogers

COLLOQUIO DIAGNOSTICO STRUTTURALE

L’approccio strutturale alla diagnosi elaborato da Kernberg nasce dall’applicazione clinica di un modello integrato in cui confluiscono la psicoanalisi freudiana e kleiniana, la psicologia dell’ Io, la teoria delle relazioni oggettuali, le ricerche sull’infanzia e sulla biologia delle emozioni. L’obiettivo di questa valutazione strutturale è quello di elaborare un profilo delle diverse organizzazioni di personalità che possa facilitare la diagnosi differenziale e permetta di elaborare indicazioni prognostiche e terapeutiche affidabili, ponendo l’attenzione sulle configurazioni di processi intercorrelati tra loro che costituiscono la struttura di personalità.

Non mi sono accadute che cose inaspettate. Molto avrebbe potuto essere diverso se io fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere; perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono.
Carl Gustav Jung